HIKIKOMORI o DISSOCIALI
Grazie al coordinamento e organizzazione della Dirigente Scolastica Maria Vittoria Pomili, alla presenza di tanti insegnanti, educati e formatori, con un parterre di relatori di primissimo piano alla LUMSA per il convegno CONVEGNO HIKIKOMORI - Analisi socio
scientifico del fenomeno.
L’evento, organizzato dalla Uciim Regione Lazio con il
coordinamento della d.ssa Caterina Spezzano Presidente regionale UCIIM –
dirigente tecnico MIUR Lazio, ha visto la partecipazione tra i relatori del Dott.
Federico Tonioni, Dirigente Medico UOC Psichiatria Fondazione Policlinico
Universitario AS- Gemelli Istituto di Psichiatria e Psicologia Università
Cattolica.
Nel suo intervento dal titolo “Quando Internet diventa una
droga?”, Tonioni ribadisce la necessità di focalizzare l’attenzione verso i
ragazzi con uno sguardo alle diversità di apprendimento rispetto al recente
passato. I Ragazzi fanno come le immagini affascinanti.
Troppe diagnosi e poco ascolto. Parlare con i ragazzi è fondamentale.
Troppe diagnosi e poco ascolto. Parlare con i ragazzi è fondamentale.
In linea su alcuni concetti un po’ meno sull'aspetto
prettamente “medico” la posizione del Prof. Ignazio Ardizzone, Dirigente medico
UOC Neuropssichaitria infantile Azienda ospedaliera universitaria Policlinico
Umberto I di Roma. Attualmente segue 40 ragazzi che preferisci definire “DISSOCIALI”
e non HIKIKOMORI, ma il cui isolamento è in uno stato di difficile gestione, per
il livello di dissociazione dalla realtà raggiunto da questi ragazzi, che hanno
abbandonato tutto del mondo reale.
Emblematico il suo intervento “Preadolescenti e adolescenti
in fuga dall'altro, verso il non umano”.
Su un piano prettamente analitica la presentazione del Prof.
Simone Mulargia, professore aggregato presso il dipartimento di Comunicazione e
Ricerca Sociale della Sapienza Università di Roma.
Mulargia identifica nell’Utilizzo delle tecnologie in età prescolare,
il fulcro della difficoltà nel capire cosa è giusto e cosa non lo è.
Una stessa APP o strumento di comunicazione se utilizzato in contesti differenti e modalità differenti può essere positivo o negativo. Le stesse ricerche fatte in giorni diversi o da analisi differenti producono risultati contrastanti rispetto ai canoni da rispettare per un utilizzo delle tecnologie da parte dei ragazzi.
Contenuti, Contesti e Connessioni sono i 3 consigli che ci lascia per genitori ed educatori.
Una stessa APP o strumento di comunicazione se utilizzato in contesti differenti e modalità differenti può essere positivo o negativo. Le stesse ricerche fatte in giorni diversi o da analisi differenti producono risultati contrastanti rispetto ai canoni da rispettare per un utilizzo delle tecnologie da parte dei ragazzi.
Contenuti, Contesti e Connessioni sono i 3 consigli che ci lascia per genitori ed educatori.
La solitudine dei minori all'epoca della convergenza mediale.
Riflessioni sulla crisi dell’intermediazione nella società contemporanea.
Questo l fulcro dell’intervento della Prof.ssa Donatella Pacelli, ordinario di
Sociologia generale presso l’Università LUMSA di Roma.
Chiamando in causa il “trattatelo sull'amicizia” di
KRAKAUER, la Pacelli richiama la necessità del gruppo, del coinvolgimento.
"Ci sono parole che passano di bocca in bocca
attraverso i secoli senza che il loro contenuto concettuale assuma mai nella
nostra mente contorni chiari e definiti." Una di queste parole è quella
che designa l'amicizia, un "sentimento" sul quale l'uomo non ha
cessato di interrogarsi, da Platone a Montaigne, da Emerson a Nietzsche. Che
cos'è l'amicizia? Con chi si manifesta? Con i compagni di scuola, con i
colleghi, con i vicini di casa, con persone vicine oppure lontane? Chi sono i
nostri amici? La moglie e il marito, i figli, i famigliari? L'amicizia è quella
che si coltiva da ragazzi, oppure è un sentimento che ci segue tutta la vita e
si rafforza solo in età adulta? Siegfried Kracauer, filosofo, scrittore,
saggista, sociologo, vicino alla Scuola di Francoforte, analizza con la sua
prosa tersa e tagliente questo fondamentale sentimento distinguendolo dal
vincolo matrimoniale e dall'amore erotico, studiando l'amicizia tra ragazzi e
il cameratismo degli adulti, l'amicizia della domenica e quella che genera
passioni e gelosie.
Chiusura in grande stile con la docente Barbara Riccardi. Finalista 2016 al “Global Teacher Prize –
Premio Nobel per l’insegnamento”.
Il suo metodo educativo Scuola Felice – Impara giocando,
coinvolge la platea con una simulazione di alcuni esempi con cui lavorare sull'empatia
dei ragazzi.
Da alcuni mesi collaboriamo con la Scuola Possibile e la
rivista Tutto Scuola.

