Intervento a Uno mattina in RAI sabato 2 novembre 2019

Internet compie 50 anni e FamigliaDigitale 10... perdonateci il paragone.

Purtroppo la maturità anagrafica della Rete non corrisponde a quella dei suoi utenti. In particolare da quando ho avviato il mio Progetto educativo quasi 10 anni fa, l'età con cui si accede in Rete è sempre più bassa. L'arrivo degli Smartphone in mano ai ragazzi ormai non conosce barriere.

Senza scomodare i neonati a cui mettiamo in mano un tablet per smettere di piangere al posto del ciuccio o i bambini che "impazziscono" davanti a Fortnite, il problema vero è la distanza di conoscenza e consapevolezze tra genitori/insegnanti e ragazzi.

La scuola si è avvicinata ai Rischi della Rete con la Legge sul CyberBullismo del 2017 voluta dalla professoressa  Elena Ferrara dopo la morte di Carolina Picchio, sua studentessa.

La password con cui la scuola oggi accede al mondo online, molto lentamente, sembra solo quella dei rischi.
La Rete è anche opportunità, il problema è che se nominiamo ai genitori Thiscrush o Tik Tok o Twich vediamo solo sguardi assenti, mentre i ragazzini sognano di diventare Youtubber, Muser, Streamer o Influencer.

Oggi la scuola ha bisogno di aiuti esterni di non facile collocazione nell'ambito didattico. Serve investire nei programmi scolastici, con l'apertura  all'Educazione Civica Digitale.

Noi non sappiamo cosa i ragazzi mettono in Rete e loro non sanno che stanno creando la loro identità digitale di domani, purtroppo non sempre nel migliore dei modi.
Se i ragazzi sono pazzi di Sespo, Ros4alba, Ciccio gamer o Paolo Cannone, non possiamo demonizzarli ma dobbiamo comprendere tali fenomeni e spiegare  che non ė solo la fortuna alla base di tanta visibilità o successo se così si vuole chiamare.