Se capitasse a te ?

Questo era il contenuto di uno dei tanti post presenti su una pagina Instagram messa in piedi da un gruppo di studenti di scuola media di un istituto romano.
Ragazzi tra gli 11 e i 13 anni che avevano pensato bene di postare tutti i messaggi che si scambiavano in chat in un pagina pubblica.
Grazie all'intervento di un genitore che quasi casualmente ha trovato la pagina on line (profilo pubblico ovvero accessibile a tutti), e qualche nostro consiglio, la pagina è stata rimossa ma come si vede da uno dei post che pubblichiamo non è escludo che qualcuno abbia visto e salvato il contenuto che in diversi passaggi riporta nome e cognome dei professori e dei ragazzi etichettati come potete leggere da soli.

Non è il è primo caso e purtroppo non sarà l'ultimo. Non è un fake per farci pubblicità, abbiamo tutto il contenuto della pagina, è solo l'ennesimo richiamo che vogliamo fare per invitare tutti alla massima attenzione. Adulti (qualunque sia il loro ruolo, tutti sono educatori), e ragazzi.
Si diventa vittime inconsapevoli di una stupidata di ragazzi inconsapevoli. Si rischia di essere offesi, danneggiati, di fare del male o di subire del male, solo perché MANCA la CONSAPEVOLEZZA.
Una nuova occasione per rinvitare tutti a riflettere sull'importanza di intraprendere percorsi di educazione digitale per dettare regole e capire cosa si sta facendo.
Parliamo con i ragazzi, informiamoci su cosa fanno, non lasciamo che quello che a loro può sembrare un gioco li rovini.

Cosa fare se si finisce nel vortice della rete, se il nostro nome finisce in rete con notizie che possono danneggiare la nostra reputazione o ancor di più crearci un vero e proprio trauma psicologico con conseguenze che dal mondo online spesso definito virtuale diventano conseguenze reali.

La legge del 2017 prevede che il minore vittima di cyberbullismo (se ha più di 14 anni; altrimenti i genitori per suo conto) può chiedere al gestore del sito internet o del social media o al titolare del trattamento di oscurare, rimuovere o bloccare i contenuti diffusi in Rete oggetto della pratica. Se non si provvede entro 48 ore, l`interessato può rivolgersi al Garante della privacy che interviene direttamente entro le successive 48 ore chiedendo questo intervento.


Il modulo per il Garante privacy è scaricabile da qui e deve essere inviato a: cyberbullismo@gpdp.it. Come spiegato da un referente del Garante sono circa 100 le richieste che arrivano ogni anno, di cui una trentina gravi. Obblighi per scuola e responsabilità dei genitori La normativa prevede che ogni scuola individui un responsabile al cyber bullismo (un insegnante) e faccia formazione. Se la famiglia della vittima non è avvisata, la scuola commette reato di omessa denuncia (art 328 cp). C’è obbligo di denuncia per presidi e docenti. Se si assiste a episodi di bullismo senza intervenire, si può rispondere in sede penale e civile. Anche i genitori del carnefice minore sono imputabili per culpa in educando.
APPROFONDIMENTI
https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/cyberbullismo-cose-la-normativa-il-reato-il-quadro-tra-legge-e-psicologia/