Accesso senza regole, ma le regole ci sarebbero

FONTE RICERCA RAI

Il sondaggio anonimo realizzato da “Osservare Oltre” (Associazione Nazionale Presidi ed e Tutorweb) per il Tg3. Sono state raccolti 7896 questionari compilati da preadolescenti (10-14 anni),.
Il risultato che emerge evidenzia una fotografa preoccupante, fatta di regole inapplicate, di autorizzazioni inconsapevoli e di #profilazioni vietate e/o non volute.

Le REGOLE o comunque i LIMITI esistono ma è fin troppo facile eluderli. (Per utilizzare i social network, dopo il GDPR, bisogna avere almeno tra i tredici ed i 14 è possibile farlo anni, ma con la supervisione dei genitori. Sotto i 13 anni è semplicemente vietato usare Facebook, Instagram, Twitter, per WhatsApp ci vogliono 16 anni ecc.

Vi consigliamo un sito per fare chiarezza su regole e dati personali (Bruno Saetta)
https://protezionedatipersonali.it/
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L'Italia è discretamenet "divisa" anche quando si parla di mondo online.
I ragazzi del Nord Est sono quelli più esposti a insidie e molestie, le loro risposte sono abbondantemente sopra la media nazionale riguardo la visione di contenuti proibiti o disturbanti e sono quelli che più di altri segnalano di essere stati contattati da adulti sui social. Sono anche quelli che più degli altri si lasciano influenzare dai social per la scelta dei prodotti da chiedere ai genitori. 

Opposto quello che emerge al Nord Ovest dove i ragazzi sono quelli che meno condividono le loro esperienze sui social con i genitori e che meno degli altri cliccano sulle pubblicità o rispondono ai sondaggi.

Al Centro i ragazzi sono meno sensibili ai like sui propri post e sono quelli che, più degli altri, dichiarano di utilizzare internet per lo studio. 

I ragazzi del Sud sono più suscettibili ai like ed alle indicazioni che arrivano dai social network, quelli delle Isole quelli che meno chiedono prodotti indicati dai social, ma che più degli altri possiedono profili autonomi e denunciano di essere stati presi in giro sui social network.


Se un ragazzo (di età inferiore a quanto previsto) attraverso uno di questi strumenti commette un reato o provoca danni, il responsabile è il genitore. Secondo il codice penale non è imputabile chi abbia commesso il fatto quando non aveva ancora compiuto i quattordici anni e quindi si configura quella che viene definita culpa in vigilando che è alla base della responsabilità civile dei genitori.

Il dato allarmante (84% possiede un profilo social pur non potendo per età), dichiarano una falsa data di nascita al momenti dell'iscrizione online, neppure quel 22 per cento che lo ha fatto con un genitore presente, e il 91% non parla con mamma e papà di quelle che vede o che dice su internet. Di nuovo il 91% si arrabbierebbe molto se i genitori gli vietassero l’uso dei social. Considerato il campione, appare evidente che la normativa semplicemente non viene applicata o meglio violata.
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Leggendo i dati del sondaggio, la percezione è che i rischi della rete e in particolare il fenomeno del Cyberbullismo non siano compresi, così, se il 73% dei ragazzi intervistati ritiene che essere presi in giro sui social non sia da sfigati, poi il 67% dichiara di divertirsi a guardare video in cui uno sfigato viene preso in giro.