E che Squid Game sia
Ricordo che i miei genitori si impegnarono molto per educarci alla consapevolezza di quali rischi si nascondessero dietro la piaga di allora, l'eroina. Mi auguro che SQUID Game non faccia gli stessi danni di quelle maledette siringhe che infestavamo molti luoghi delle citta negli anni 60 e 70, anzi ne sono fermamente convinto però quel che si legge meriti doverosi spunti di riflessione.
Dopo diversi giorni e qualche ora di letture, sondaggi, chat, opinioni illustri, divano e smart TV proviamo anche noi a buttar giù il nostro personalissimo punto di vista sul fenomeno del momento.
Se siete arrivati su questo post siamo già a buon punto.
Fate parte di quella categoria di genitori (o semplicemente adulti che hanno a che fare con i ragazzi) che prova ad essere sul pezzo.
I fenomeni virali generati dalla tecnologia in questi anni hanno avuto sicuramente un merito: richiamare l'attenzione sulla necessità di rivedere il concetto di educazione nell'era dell'iperconnessione.
Chi ci segue conosce bene quale è il nostro pensiero sulla tecnologia, ma è opportuno ribadirlo. Noi ci schieriamo con quelli che non ne vogliono fare a meno per nessun motivo. Dall'esperienza con i ragazzi siamo convinti che moltissimi di voi la pensano come noi, visto che non sappiamo dire no a molte delle APP che riempiono gli smartphone dei ragazzi.
Una su tutte WA
Informazioni sull'età minima per usare WhatsApp
Se risiede in un Paese dello Spazio economico europeo (che include l'Unione europea) e in qualsiasi altro Paese o territorio incluso (collettivamente Regione europea), l'utente deve avere almeno 16 anni (o età superiore necessaria nel suo Paese) per registrarsi e utilizzare WhatsApp.
Come dite? Quali rischi si corrono ad usare WA?
Torniamo a Squid Game che c'è molto lavoro da fare.
Detto questo, risulta evidente come non crediamo nei Parental Control come strumenti di controllo o inibizione assoluti. Ben venga se impariamo ad utilizzarli per comprendere in quale mondo ci stiamo muovendo e avvicinarci ai nostri ragazzi.
Ci mettiamo gli abiti dei genitori preoccupati e quando leggiamo che la polizia si sta interessando al fenomeno SQUID GAME e ha diramato un vademecum di consigli utili per frenare l'emulazione, prima che si superi il limite invalicabile della morte, come facciamo a non "terrorizzarci"?
Ricordate le famigerate Challenge che hanno spadroneggiato sui media. Casi estremi di emulazione con episodi drammatici di bambini che si sono tolti la vita. Di chi è la colpa? Facile il social di turno.
Imporre limiti, blocchi e controlli oggi è una missione da 007. Chi lavora con i ragazzi sa bene che se hanno mai preso un device in mano, in autonomia o con l'aiuto dell''amico più smart di turno accedono praticamente a tutto.
Bot Telegram dove condividono codici per scaricare software o vedere film gratuitamente. App di Chat anonime come Tellonym dove chattano con sconosciuti fino a darsi a appuntamenti reali o condividere immagini personali. Chat WA stracolme di immagini e video estremi.
Video TIL TOK che spiegano come fare soldi con le cripto valute ignari di quale trip stiamo intraprendendo.
Fermiamoci qui perché se proviamo ad entrare nel DARK o DEEP WEB vi togliamo davvero il sonno.
Cari genitori io vi lascio con un ricordo di quando ebbi la fortuna di conoscere il papà di Carolina Picchio, Paolo, che, rivolgendosi a oltre 400 ragazzi nell'auditorium della Biblioteca Nazionale a Roma disse loro: "voi dovete pretendere di essere educati, è un vostro diritto...".
Ecco senza scomodare competenze o conoscenze paranormali, educare i ragazzi e un nostro obbligo e parlare di Squid Game con loro, è oggi, uno di questi doveri.
Non illudiamoci che il divieto o addirittura la censura siano la soluzione. Non scappiamo dalle responsabilità.