Mio caro smartphone
La sera non ti porto con me in camera e spesso ti lascio anche senza cena. Non ti metto in carica perché temo che la tua batteria possa andare in sovra riscaldamento.
Devo riconoscere che ti ripongo con cura e sai che spesso sei il mio ultimo sguardo prima di chiudere la porta e mettermi a dormire.
Rimani molto tempo da solo ma basta un tocco e ti illumini quasi sempre sorridente e pronto a regalarmi informazioni di ogni tipo.
Forse dovrei cambiarti più spesso abito come fanno alcuni miei amici, ma io e te siamo affezionati alle tinte unite e siamo attenti a non inquinare. Preferiamo tenerci stretta la nostra copertina fino a che non si sia proprio rovinata e magari metta a rischio la tua resistenza agli urti.
Ogni tanto tutti e due vorremmo passare più tempo insieme ma ci siamo dati regole da rispettare. Mi sento in debito con te perché mi aiuti molto più di quanto io non faccia con te.
Se ti sfioro nei punti giusti hai mi dai sempre qualcosa in cambio. Prometto che farò più attenzione a come ti tengo quando non sei tra le mie mani e dove ti ripongo.
Ultimamente poi, ho scoperto che non finisci mai di imparare e ti aggiorni continuamente. Anche questo è un insegnamento per me. Studiare serve a crescere e arricchirsi e pensare che molti ti credono solo uno strumento tecnologico senz’anima.
Tu invece ti ricordi tutto di me. A che ora mi alzo, a che ora vado a dormire. Cosa mi piace mangiare e cosa mi piace leggere. Quali i viaggi che mi piacerebbe fare. A dire il vero sei un po’ troppo curioso e forse sarebbe bene che tu non condividessi con tutti i miei desideri. Facciamo un patto: io sarò più attento a come utilizzarti e tu promettimi che sarai più riservato.
Visto che ci siamo, che ne dici se ci ascoltiamo un po’ di buona musica insieme?
